Mineshaft – il più leggendario e ‘malfamato’ crusing leather

Calendar5 novembre 2016

Mineshaft, la leggenda

 

In questi giorni, in un numero limitato di sale, è in programmazione il bel film documentario “Mapplethorpe: Look at the Pictures” dei registi Bailey e Barbato.

Self Portrait 1980 by Robert Mapplethorpe

Robert Mapplethorpe (autoritratto, 1980)

Il film, attraverso la testimonianze di amici, amanti, familiari, celebrità e modelli, racconta la storia di uno dei più originali fotografi del ‘900, diventato famoso anche per una serie di fotografie sessualmente esplicite della scena gay leather e sadomaso.

Se avete visto il film, avrete sicuramente notato che ad un certo punto si parla con enfasi di come l’artista fosse un assiduo frequentatore del Mineshaft di New York, un famoso cruising gay BDSM.

In questo locale Mapplethorpe avrebbe anche trovato l’ispirazione per molti dei suoi lavori.

Il Mineshaft è inoltre anche il punto di riferimento del più famoso film ambientato nell’ambiente leather gay: Crusing con Al Pacino.

Viene allora naturale interrogarsi e cercare di  indagare più profondamente sul Mineshaft e sui motivi per cui sia stato cosi famoso e per cui, a distanza di decenni dalla sua chiusura, la sua leggenda continua a essere diffusa nel mondo gay leather e fetish.

 

Mineshaft, la storia

 

Il Mineshaft aprì come club privato che l’8 ottobre del 1976.

L'ingresso del Minesfhat

L’ingresso del Minesfhat

Il locale e si trovava al civico 835 di Washington Street, al Little West 12th Street, nel Greenwich Village di Manhattan.

In questa zona di New York, denominata Meatpacking District, si trovavano numerosi locali gay, anche a tematica leather e fetish.

Tra essi il più famoso era probabilmente il Ramrod e il più spinto (come si può intuire dal nome) il The Toilet . Anch’essi si intravedono in una scena del film Cruising rispettivamente ai civici 394 e 400 della West 14TH Street.

Tom of Finland, Wally e Etienne al Mineshaft

Tom of Finland, Wally e Etienne al Mineshaft

Il Mineshaft fu frequentato anche da molti personaggi famosi come i registi Vincente Minnelli (“An American in Paris”), Rainer Werner Fassbinder (“Querelle”), Rock Hudson (“Giant”), gli artisti Tom of Finland e Keith Haring, il già citato fotografo Mapplethorpe, e altri ancora.

Durante il weekend solo poche persone arrivavano prima delle 2 di notte: il locale diventava “pieno” infatti intorno alle 5 del mattino. Durante la settimana invece si arrivava presto e si andava via piuttosto presto.

Gli uomini che frequentavano il locale erano iper-mascolini sia nel corpo, sia nel tipo di sesso, sia nel dresscode. Solitamente la clientela indossava cuoio, abbigliamento da cowboy, da motociclisti, da operai o vere e proprie divise che ricordavano quelle dei poliziotti.

Non erano ammessi nel locale travestiti o transessuali.

Di fatto il Mineshaft diventò il tempio del “kinky sex” o più semplicemente del sesso non tradizionale: chi entrava poteva davvero fare quello che voleva senza la paura di essere giudicato.

Mineshaft - La chiusura

Poliziotti sorvegliano l’ingresso del MineShaft dopo la sua chiusura

Il MIneshaft fu chiuso dal dipartimento della salute di New York il 7 Novembre 1985 (erano gli anni in cui esplodeva l’epidemia di Aids) per violazione delle nuove norme anti-AIDS, ma anche per aver operato senza la licenza per la vendita degli alcolici.

Oggi, dove si trovava il Mineshaft c’è un ditta di idraulica; eppure,  dopo più di trent’anni dalla sua chiusura, molti gay a New York e nel mondo parlano ancora del Mineshaft e lo ricordano come uno luogo mitico e leggendario.

 

Mineshaft, il locale

 

Cartello con dressconde del Mineshaft

Il famoso cartello all’ingresso dl Mineshaft con i dresscode ammessi

Il Mineshaft era articolato su due piani entrambi senza finestre.

L’entrata sulla strada era contraddistinta da una semplice riga bianca e dal numero civico. Essa portava a una scala completamente nera (sulla quale si formava la fila di persone che aspettavano di entrare)

In cima alla scala si trovavano un uomo addetto alla selezione e il cassiere che verificava i documenti di identità e faceva pagare l’ingresso (ridotto per i soci) .

Ai visitatori occasionali veniva rilasciato un pass temporaneo in cui erano anche descritte anche le di comportamento da tenere.

L’ingresso del locale avveniva tramite una selezione le cui regole erano ben descritte su un cartello all’ingresso che stabiliva soprattutto cosa NON fosse ammesso:

The Mine Shaft dress code as adopted by the club on October 1, 1976 is to be followed during the year 1978. The Board of Directors
Approved dress includes the following: Cycle leather & Western gear, levisJocks, action ready wear, uniforms, T shirts, plaid shirts, just plain shirts,Club overlays, patches, & sweat.
NO COLOGNES or PERFUMES – NO SUITS, TIES, DRESS PANTS – NO RUGBY SHIRTS, DESIGNER SWEATERS, or TUXEDOS – NO DISCO DRAG or DRESSES also NO HEAVY OUTTER WEAR IS TO BE WORN IN PLAYGROUND

Subito dopo l’ingresso c’era un bagno di color rosso acceso in cui erano presenti alcuni orinatoi, alcuni cessi e dei lavabi attraverso i quali l’acqua cadeva direttamente sul pavimento,

La prima stanza in cui si entrava era la cosiddetta “front room” una grande sale in cui erano presenti alcuni tavoli da biliardo e un lungo bar (di fatto l’area più illuminata del locale), un guardaroba ed alcuni panchine nella parte più scura.

Le pareti erano costitute da tavole non verniciate e sul pavimento era presente della segatura (così come in tutto il locale).

Mineshaft - Programma dell 4 festa di compleanno

Il programma per i festeggiamenti dei 4 anni di attività del Mineshaft

L’area del bar era l’unica in cui si poteva parlare a voce alta e serviva anche per darsi “un’occhiata” in giro (se si era appena arrivati) o per rilassarsi dopo essere usciti dal piano superiore.

Anche nell’area bar, comunque c’era molta azione, specie sopra i biliardi: sia “semplici” attività sessuali tra due o più persone sia scene BDSM e/o di esibizionismo.

Il bagno era ovviamente il posto perfetto per il watersports. Era anche presente anche un sistema di tubazioni perfetto per il golden shower e (solo per qualche anno subito dopo l’apertura del locale) un area per lo shit – play.

Mineshaft in Cruising

Fotogramma del film Cruising in cui si vede l’ingresso del Mineshaft con il numero civico cambiato in 837

Attraverso una galleria molto scura si scendeva al piano inferiore, nel cosiddetto playground. Qui la temperatura era decisamente più alta (non per nulla sul cartello all’ingresso era scritto che non si poteva scendere con capi pesanti) né si poteva parlare o ridere.

Rispetto alla front room qui era molto piu buio; vi si trovavano un piccolo bar, un tavolo e due rientranze con le sling usate per il fisting ( crisco e tovaglioli di carta erano forniti direttamente dal barista!).

Questo piano aveva anche alcune piccole stanze in legno dal duplice utilizzo: potevano essere usate per giocare in privato con qualcuno escludendo gli altri, o per praticare attività pseudo-anonima di fellatio visto la presenza di opportuni fori (glory holes) fra le pareti delle stanze.

 

Mineshaft, qualche curiosità

 

  • Al guardaroba era presente un cartello in cui era offerto uno sconto di 5 cent a coloro che non erano circoncisi e che “potevano provarlo”.
  • Chi non aveva familiarità con il locale, spesso si spaventava per la presenza di … numerosi poliziotti e quasi scappava pensando ci fosse una retata in corso! In realtà, si trattava di “normali” avventori del locale che indossavano divide della polizia.
  • Freddie Mercury indossò una T-Shirt con la scritta Mineshaft T-shirt nel video officiale per la canzone dei Queen “Don’t Stop Me Now”.
  • I Village People si ispirarono al Dress Code del MineShaft per i loro “costumi”
  • Personaggi famosi, come ad esempio Mick Jagger e Rudolf Nureyev, vennero “bloccati” e non fatti entrare nel locale perchè non ne rispettavano il Dresscode
  • Sulla tessera dei soci del Mineshaft era riportato (per motivi di privacy) il “nickname” del socio e non il suo nominativo
  • Nel film Cruising con Al Pacino il locale viene ricostruito in sala e ne viene cambiato l’indirizzo (nel film il numero civico è al numero 837, invece che 835)

 

Mineshaft, Galleria di foto

Per approfondire