Mr Leather Italia 2026: Luciano e l’orgoglio di una comunità… con molte stanze
A qualche settimana dall’elezione, non solo il racconto di una vittoria: il senso di un percorso, di una responsabilità e di una comunità che continua a costruirsi
Ci sono momenti che, quando accadono, sembrano chiedere subito parole. Un annuncio, una foto, un applauso, un ringraziamento pubblico. È naturale: l’elezione di un nuovo titolo nazionale porta con sé entusiasmo, energia, emozione. Ma ci sono anche momenti che meritano qualcosa di diverso da una comunicazione immediata. Meritano tempo. Meritano ascolto. Meritano che l’emozione della sera lasci spazio al significato più profondo di ciò che è accaduto.
Per questo torniamo oggi, a qualche settimana di distanza, sull’elezione di Luciano (@ThatBootedOne ), Mr Leather Italia 2026.
Non perché quell’elezione sia meno attuale. Al contrario: perché, passata la prima onda dell’emozione, possiamo guardarla meglio. Possiamo leggerla non soltanto come la conclusione di un weekend intenso, ma come l’inizio di un anno di rappresentanza, di relazione e di lavoro comunitario. Possiamo uscire dall'annuncio di una vittoria e provare a entrare nel suo senso.
Il titolo di Mr Leather Italia non è mai soltanto una fascia, una foto ufficiale o un riconoscimento estetico. È un ruolo che porta con sé storia, responsabilità e presenza. Significa rappresentare una cultura, una comunità, un modo di stare al mondo che intreccia identità, corpo, desiderio, disciplina, appartenenza, cura e libertà.
Significa anche accettare una sfida: raccontare il leather non come immagine chiusa, non come codice per pochi, non come nostalgia di una tradizione immobile, ma come cultura viva. Una cultura che ha radici profonde, ma che continua a parlare al presente. Una cultura capace di accogliere chi arriva, di interrogarsi su chi resta ai margini, di costruire ponti tra generazioni, territori, club, esperienze e sensibilità diverse.
Luciano, nel suo messaggio di ringraziamento per l'elezione, si affida a parole che potremmo definire un manifesto personale, prima ancora che un messaggio di ringraziamento: parole che parlano di comunità, appartenenza, internazionalità, body positivity, inclusione, salute, diritti e futuro.
“Lo scorso 9 maggio, a Roma, presso il Leather Club Roma, sono stato eletto Mr Leather Italia 2026. Un’emozione profonda e autentica, arrivata al termine di un weekend intenso, carico di energia e reso ancora più speciale dal calore, dal supporto e dalla presenza della nostra comunità.
Desidero esprimere un sincero e sentito ringraziamento alla giuria per la fiducia che ha riposto in me, per l’attenzione e la sensibilità con cui ha valutato il mio percorso. Un grazie altrettanto importante va a tutte le persone che mi hanno sostenuto e votato: il vostro supporto rappresenta per me non solo un onore, ma anche una responsabilità che porto avanti con grande rispetto.
Il mio percorso è fatto di curiosità, ascolto e di una passione autentica per la cultura leather e fetish, che vivo ogni giorno con naturalezza, trasparenza e orgoglio. Essere scelto come rappresentante della comunità è per me un impegno concreto: dare voce, valore e continuità a ciò che siamo, insieme.
La mia passione è nata in modo graduale: all’inizio era un’attrazione estetica per gli stivali, per l’odore e le sensazioni della pelle, scoperti per la prima volta in Finlandia. Con il tempo ho capito che si trattava di qualcosa di più profondo: oggi il leather è per me una seconda pelle, un modo per esprimermi e sentirmi parte di una fratellanza.
Mi sono candidato perché sentivo il bisogno di restituire qualcosa alla comunità, dopo anni vissuti soprattutto all’estero. Volevo portare questa esperienza anche in Italia e rappresentare non solo il leather, ma i valori di inclusività, apertura e solidarietà. Il mio obiettivo è essere una presenza reale: più un fratello tra le persone che un’immagine da social.
Immagino una comunità italiana più unita, capace di collaborare tra club e territori, superando le frammentazioni. Vorrei promuovere attività sociali per ridurre i pregiudizi, facilitare l’ingresso dei più giovani e sostenere una cultura body positive. Allo stesso tempo, desidero rafforzare i legami internazionali, condividere esperienze e dimostrare che la scena italiana è viva, consapevole e pronta al dialogo su temi come salute, diritti e cultura.
Il leather è la mia casa, ma è una casa con molte stanze. Ho una forte passione per gli stivali, dagli anfibi militari ai ranger, che considero un’estensione naturale dell’estetica leather, e sto esplorando con curiosità anche il mondo del rubber, affascinato dalle possibili contaminazioni.
Nella vita quotidiana non sempre mi mostro in modo esplicito, ma porto il leather dentro di me: è un’attitudine, fatta di disciplina, portamento e piccoli dettagli che sanno parlare a chi conosce questo linguaggio, sempre con discrezione.
La sfida più grande del mio anno sarà abbattere i pregiudizi, anche quelli interni alla comunità. Voglio contribuire a creare un ambiente più accogliente, dove non esista un unico modo “giusto” di essere leather, ma dove ciascuno possa sentirsi parte di qualcosa, indipendentemente dall’esperienza o da ciò che indossa, senza perdere il legame con la tradizione.
Il mio augurio è che la comunità continui a crescere come uno spazio inclusivo, in cui nessuno si senta escluso o intimorito. Un luogo capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici, attento ai diritti, alla salute e all’informazione, e in cui ognuno possa vivere la propria identità con orgoglio, coraggio e anche un pizzico di ironia.
Dunque, a qualche settimana dall’elezione, il significato del titolo, così come Luciano si appresta a viverlo, appare ancora più chiaro. Passata l’emozione della serata, resta l’inizio di un percorso: non solo una fascia da indossare, ma una responsabilità da vivere dentro la comunità.
Il suo messaggio racconta un’idea di rappresentanza vicina, concreta, fatta di presenza più che di immagine. Luciano immagina una comunità leather italiana più unita, capace di collaborare tra club e territori, di accogliere chi si avvicina per la prima volta e di superare rigidità, pregiudizi e frammentazioni.
La sua immagine del leather come “casa con molte stanze” esprime bene questa direzione: custodire la tradizione senza chiudere le porte, valorizzare la storia senza trasformarla in confine, riconoscere modi diversi di vivere appartenenza, desiderio, corpo e identità.
E' una immagine che richiama il percorso del Leather Club Roma nei suoi 27 anni di attivismo: costruire spazi in cui visibilità, consenso, rispetto, body positivity, salute e cura comunitaria non siano parole astratte, ma pratiche quotidiane.
A Luciano va quindi il nostro augurio più sincero: che il suo anno da Mr Leather Italia 2026 sia un anno di incontri, ascolto, orgoglio e presenza e che, pur con la giusta dose di divertimento e leggerezza, il titolo continui ad esser non solo una fascia, ma una voce capace di camminare dentro la comunità.

Articolo di
Gius B.









