Workshop Rope Bondage – Liv. 2

ll Leather Club Roma ti invita al secondo appuntamento di un’esperienza intensa e formativa: un workshop dedicato al Rope Bondage, guidato da Franco aka BondageRM, rigger esperto e riconosciuto nella scena fetish italiana.

Un’occasione unica per avvicinarsi a una delle pratiche più affascinanti del mondo BDSM, scoprendo le tecniche di base, le regole di sicurezza e i segreti dell’arte delle corde.
Il workshop è pensato per chi vuole muovere i primi passi, ma anche per chi desidera approfondire la propria esperienza e affinare il linguaggio del legame, fatto di fiducia, estetica e connessione.

Quota di partecipazione: €6
La quota include l’utilizzo delle corde durante la sessione.

Dove: Gay Center - via Galvani n. 51F, Roma. Metro B Piramide (maps)
Quando: sabato 07 marzo 2026, ore 16:00-18:00
Prenotazioni obbligatorie entro il 5 marzo.

Partecipa e lasciati guidare in un percorso che intreccia desiderio, tecnica e libertà espressiva.

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... ma cos'è il Rope Bondage?

Negli ultimi anni il rope bondage è diventato sempre più visibile nella cultura queer, nella scena fetish e nelle pratiche BDSM contemporanee. Spesso associato allo shibari giapponese, questo tipo di legatura non è semplicemente una tecnica per immobilizzare qualcuno, ma un linguaggio corporeo complesso fatto di estetica, fiducia e relazione.

Per molti praticanti il rope bondage è un’esperienza che unisce erotismo, comunicazione non verbale e connessione emotiva. È un modo di esplorare il corpo, il desiderio e il rapporto con l’altro attraverso tensione, contatto e vulnerabilità condivisa.

Cos’è il rope bondage

Il rope bondage è una pratica che utilizza corde per legare, contenere o decorare il corpo all’interno di un contesto consensuale. Può avere finalità erotiche, sensoriali, relazionali o artistiche e viene generalmente associato al mondo BDSM, anche se non sempre implica attività sessuale.

Le corde possono limitare il movimento, creare stimolazione fisica e psicologica o produrre configurazioni estetiche sul corpo. Tuttavia l’elemento centrale non è la costrizione in sé, ma la relazione che si crea tra chi lega e chi viene legato. La pratica si fonda su comunicazione, consenso e fiducia reciproca, trasformando l’atto della legatura in un’esperienza condivisa.

Secondo studi e documentazione sul bondage con corde e sulle pratiche BDSM, la dimensione relazionale e consensuale rappresenta il principio fondamentale di queste esperienze.

Shibari e kinbaku: le origini giapponesi

Quando si parla di rope bondage si fa spesso riferimento allo shibari, lo stile giapponese più conosciuto a livello internazionale. Il termine significa letteralmente “legare”, mentre la parola kinbaku indica in modo più specifico la pratica erotica e artistica della legatura.

Le origini storiche risalgono all’hojōjutsu, una tecnica utilizzata in Giappone tra il XV e il XVIII secolo per immobilizzare i prigionieri. Nel tempo queste tecniche sono state trasformate e reinterpretate in chiave estetica ed erotica, perdendo la funzione coercitiva originaria per diventare una forma di espressione artistica centrata sul corpo e sulla relazione tra i partner (Wikipedia, Shibari).

Nel Novecento fotografi, performer e artisti giapponesi contribuirono alla diffusione del kinbaku come linguaggio visivo e simbolico. Da allora la pratica si è espansa in Europa e negli Stati Uniti, evolvendosi in molte varianti contemporanee.

Una forma di comunicazione e fiducia

Uno degli aspetti più profondi del rope bondage è la dimensione relazionale. Molti praticanti descrivono la legatura come una forma di comunicazione non verbale in cui le corde diventano un mezzo per trasmettere emozioni, intenzioni e stati psicologici.

Chi si lascia legare accetta temporaneamente una posizione di vulnerabilità e perdita di controllo. Chi lega, al contrario, assume una responsabilità di cura e attenzione. Questa dinamica crea spesso un’intensa connessione emotiva e un senso di presenza reciproca molto forte.

Alcune persone descrivono l’esperienza come meditativa: la concentrazione sul corpo e sul momento presente può produrre uno stato di profondo rilassamento o introspezione (Viva Italia Channel, Shibari: significato, storia e filosofia).

Erotismo e dimensione sensoriale

Il rope bondage può essere erotico, ma non necessariamente. In molti contesti è vissuto come pratica estetica o performativa, mentre in altri rappresenta una componente centrale del gioco di potere e delle dinamiche di dominazione e sottomissione tipiche del BDSM.

La tensione delle corde, la limitazione dei movimenti e la stimolazione sensoriale contribuiscono a intensificare la percezione del corpo e delle emozioni. Per alcuni l’attrazione nasce dal contrasto tra controllo e abbandono; per altri dall’intimità che si crea durante la pratica.

Nella scena gay maschile contemporanea il rope bondage è spesso legato all’esplorazione del desiderio, dell’identità e della vulnerabilità tra uomini, oltre che all’estetica del corpo maschile e al fetishismo del controllo.

L’estetica del corpo come arte

Uno degli elementi che distingue il rope bondage da altre pratiche BDSM è la sua forte dimensione visiva. Le corde disegnano geometrie sul corpo, enfatizzano muscoli e forme e creano composizioni che molti considerano vere e proprie opere artistiche.

Per questo motivo lo shibari viene spesso descritto come una forma di “scultura vivente”, in cui il corpo diventa materia espressiva e la legatura un gesto creativo. Fotografia, performance e arte contemporanea hanno contribuito a consolidare questa dimensione estetica.

Sicurezza e consenso

Come ogni pratica che coinvolge il corpo e la limitazione dei movimenti, il rope bondage richiede conoscenza, preparazione e responsabilità. I praticanti esperti sottolineano l’importanza del consenso informato, della comunicazione continua e della conoscenza dell’anatomia per evitare danni fisici.

La sicurezza non è considerata un aspetto accessorio ma parte integrante dell’esperienza. La relazione di fiducia che si crea durante la legatura implica attenzione reciproca e rispetto dei limiti fisici ed emotivi.

Sabato 7 marzo 2026

Evento:  

Workshop Rope Bondage - Liv. 2

Orario:  
16:00
Location:  
Gay Center
Prezzo:  
€6

Per la partecipazione al Workshop Rope Bondage è richiesto un contributo di  €6. La quota include l'utilizzo delle corde durante il workshop.

E' obbligatoria la prenotazione entro il 5 marzo

Prenota qui